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Sardinien Golfo di Orosei und Gennargentu-Massiv. Ein Film in Bildern von Georg Klinkhammer. Musik: Sardische Folklore. Tags: Sardinien Golf-von-Orosei Gennargentu |
User: milkaherzle |
sardinien 2007 sardinien strände Tags: sardinien sardegna sunshine reggae |
User: loisalvatore |
Sardinien: Su Ballu Tundu, Ittiri La danza logudorese in piazza a Sassari Tags: Cavalcata Sarda2007 ZoeRock Sassari Danza Passu Torrau |
User: loisalvatore |
Orgosolo Dance, Sardinien Orgosolo at University Square performing su "Ballittu Cadenzadu" Tags: ZoeRock Orgosolo Ballet Ballu Tundu Passu Torrau Sardinien Cavalcata2007 |
User: loybillyrock |
Milis , Sardinien Viaggiatori Dimenticati. Milis che nel nero basalto e nella trachite rosa riposi, Il più bel paesaggio che la Sardegna deve all'industria umana è la foresta di Milis. Se visitate Oristano non dimenticate quel paradiso terrestre e scrivete nel vostro libro d'oro una giornata delle più care della vita: intendo sempre, se avete cuore d'artista, se sentite il santo amore della natura Mantegazza p.61 Durante l'aprile del 1996 ebbi la fortuna di trascorrere il giorno successivo alla pasqua a Milis con tutta la mia famiglia e i miei parenti più vicini, fu una esperienza irripetibile ed il fascino di quel piccolo gioiello della natura mi trasportò e mi diede l'idea di scrivere il libro sul paese, partendo dalle testimonianze storiche lasciateci da chi ci ha preceduto e le tracce senza risposta di chi fu protagonista nel tempo e nella storia. Il giorno di quella festa del novantasei, mancava la figura forse più importante della mia famiglia, mio zio Paolo Mastinu a lui dedico il frutto delle mie fatiche.Questo testo ricco di appunti ricordanti il paese della mia prima infanzia che fu interrota a causa della morte di mio padre è un insieme disordinato di frammenti che riguardano la mia intera vita, e quella dei miei parenti, e dei miei fratelli e sorelle che dovettero pagare un prezzo molto alto per la scomparsa di mio padre. spesso sei vestita, di verde e di cannetti, ornata dall'alloro e dall'arancio, e bagnata da un'eterna giovinezza, dai tuoi cantori eterni risvegliata da un lungo sonno in ogni primavera risorgi di bellezza e ti esprimi nei giardini e nei tuoi orti con la grazia dei tuoi frutti che i bambini ed i vecchi fan sognare. 20 Agosto 2005 Loi Salvatore Michele Anninnora anninnora, cuccu meu. Prama di otti, lera fizzu fizzu. Tentu m'happu 'nu fizzu 'n Crabu Mannu. So dos sos craboddos de sa ghedda. Folla manna niedda sassaresa. Arrositedd'Arros'in tundu 'n tundu. Si bivis in su mundu gosadie. A su timbiri timbiri timbirindona. Ehia! Ehia! Introduzione Nell'orto delle Esperidi erano conservati pomi d'oro e frutti che concedevano l'eterna giovinezza, l'immortalità e rientrano nel novero dei miti come quello del giardino rinascimentale dove si fanno follie pur di coltivare agrumi, non solo in Italia, ma anche negli orti delle grandi regge nord europee, in cui si trovano mille espedienti pur di garantire, all'interno dei giardini, la coltura di questi "pomi d'oro" di eterna giovinezza. Laura Tussi Tags: loybillyrock ZoeRock Rossini Choir Chor Folk events |
User: loisalvatore |
Scritti Sardi: "La Festha Manna di Sassari" Sardinien Li Candareri Farani in Piazza... L'origine della festa dei Candelieri risale, quasi sicuramente, al XIII secolo, periodo in cui si stabilì un rapporto per lo più costante con Pisa. Interrotto nel primo periodo aragonese, la festa rinacque in forme nuove per l'iniziativa del popolo sassarese e col contributo delle Corporazioni di Arti e Mestieri. Le ricorrenti comparse del flagello causate dalla peste erano viste, nell'immaginazione e in tempi di viva fede religiosa, come una punizione caduta dal cielo per la mancata consueta offerta dei "candeli" alla Vergine Assunta, mentre la cessazione della festa veniva attribuita dal popolo alla intercessione della Madre di Dio, dopo il ripristino, per voto, dell'offerta dei Candelieri. Lo storico più importante della Storia dei Candelieri fu senza alcun dubbio Enrico Costa che fu, peraltro, il primo a scoprire l'origine pisana dei Candelieri. Il Costa esaminò gli Statuti di Villa di Chiesa di Sigerro (Iglesias).. Lo storico sassarese annottò i caratteri comuni dell'offerta ad oblazione dei "Candeli" iglesienti con quelli di Sassari, riti del 14 agosto "a vespro", derivati dalla analoga festa pisana, anche essa disciplinata negli Statuti della Repubblica. Nulla è giunto fino a noi sulla disciplina dei Candelieri in Sassari,all'origine, si può solo presumere che le norme ricalcassero quelle di Pisa e di Iglesias. L'unica descrizione ad offrirci il quadro della festa del 14 agosto, la propose lo storico Devilla. Il fatto di cronaca (annotato nelle "Memorie del Convento di S.M. di Betlem) del 1697 è così riportato: "nel mese di agosto cessarono la prima e la seconda peste in Sassari, e ciò per intercessione della SS.Vergine il dì 14 agosto, vigilia della sua assunzione. Fu allora che il popolo, diviso in 8 compagnie, portò otto ceri alla Chiesa di S.M. di Betlem e là fecero il voto di offrirli in azione di grazia alla "Regina del Paradiso". Inoltre ciascun Gremio aveva al seguito una colonna portata dal popolo ("per allegrezza") e chiamata da esso "volgarmente" candeliere. Piccapietre: Il gremio, che sin dall'inizio del secolo scorso faceva parte dell'Associazione dei Muratori, si è reso successivamente autonomo; è pertanto, il gremio più giovane (1955). E' il primo a sfilare, l'ultimo ad entrare nella chiesa di S.Maria di Bethlem. Patrona del gremio è la Madonna della Salute, raffigurata sul fusto del Cero, che è bianco e porta sul retro i disegni degli arnesi del mestiere. La divisa dei gremianti è un frac in panno nero, la bandiera è di damasco azzurro. Viandanti Risalgono al '500 le origini del gremio che si organizzò in forma giuridica nel 1633 quando assunse la denominazione di "Confraternita dei Viandanti". Il gremio prende parte alla discesa dei candelieri dal 1941. La loro patrona è la Madonna del Buon Cammino, effigiata nel cero dal fusto prevalentemente rosso, dello stesso colore è la bandiera di damasco. La divisa dei gremianti, di origine spagnola, conserva l'antica calzamaglia seicentesca e 'lu sumbreru', indossato dal clero nel nel cinquecento. Contadini Pur se le origini siano antichissime, il gremio partecipa alla discesa dal finire degli anni trenta del secolo scorso. I contadini erano comunque parte integrante del gremio degli agricoltori che vedeva come asse portante i massai che erano i proprietari terrieri. I contadini si distinguevano dai narbonai che dissodavano i campi incolti preparandoli per nuove coltivazioni. All'interno di questa gerarchia i contadini erano in una condizione di subalternità. Nel 1803 crearono un gremio autonomo e scelsero come patrono San Giovanni di La Neula che li avrebbe protetti contro la nebbia che trasportava le spore della peronospora. I contadini sono i terzi a sfilare nella faradda. Falegnami Questo gremio era anticamente chiamato mastros d'ascia e per distinguersi dai muratori definiti "cabu di smaltu", avevano la denominazione di "cabu di quercu", questo secondo il Costa. Già dal 1538 i falegnami facevano parte della stessa confraria dei muratori, piccapietre, sellai e bastai. Nel seicento i falegnami si distinguevano in due grandi categorie, quelli d'arte gentile (suttile) e quelli che praticavano l'arte grossa (russa). I primi erano considerati dei veri artisti; i secondi, invece, producevano utensili, carri e oggetti strumentali. Il gremio dei falegnami si divise dai muratori nel 1809 e rinnovò il suo statuto nel 1896.loro candeliere fu costruito ed ideato dai fratelli Clemente nel 1921, gli stessi che costruirono la bara di Garibaldi nella famosa ditta sita nei pressi di 'Carra Manna', l'odierna Piazza Tola. Nel fusto spicca l'immagine di San Giuseppe del pittore Mario Paglietti. Come nella maggior parte dei candelieri sono altresì raffigurate le insegne della maestranza: martello, sega, squadra e tenaglia. Nella base del cero spicca lo stemma della città di Sassari. Calzolai Le loro origini risalgono alle ordinanze del 1381 in cui si fissa il costo delle scarpe da uomo e da donna, ma essi sono già citati negli Statuti Sassaresi del 1294. Nelle disposizioni del 1504 i calzolai hanno l'onore di scendere al terzo posto. Originariamente questo gremio era consociato a quello dei conciatori che avevano come santo patrono San Salvatore. I conciatori erano un gremio di candeliere. Il primo statuto dei calzolai fu redatto nel 1564. Il loro cero fu costruito dal falegname Salvatore Chessa nel 1924. Il candeliere è particolare, con quattro colonnine che contornano il fusto centrale. Sul fusto accanto a Santa Lucia emergono le immagini dei tre martiri turritani, particolare che è riscontrabile nel coronamento dei massai. Ortolani Definito da alcuni storici come gremio rustico, definizione che condivide con i Massai ed i Contadini, ma che nel passato riguardava anche altre maestranze oramai scomparse o che hanno perso il loro peso politico come quelle dei labradores, o mezzadri, dei Zappatori, dei Narbonai che recuperavano i terreni incolti, dei Cavallanti, dei Carrolanti e dei Pastori, gremio che si estinse, dando posto ai Contadini nella discesa dei candelieri. I muratori sono citati come "mastros de muru" negli Statuti Sassaresi del 1294 e nelle ordinanze del 1381. La confraria de Nuestra Senora dels angels ospitava i Muratori,i Falegnami, i Piccapietre, i Sellai, i Bottai ed i Bastai. Tra i mestieri più importanti poteva vantare quelli degli scultori, degli architetti, dei carpentieri e dei maestri di stocco. Il loro primo statuto è ascrivibile al 1538. In questo documento sono altresì citati i piccapietre, i falegnami,i bastai ed i sellai. Gli statuti del gremio dei muratori furono rinnovati nel 16 marzo del 1776, mentre nel 1802 stilarono un nuovo statuto che fu rinnovato nel 1928 dopo che i Savoia sciolsero le corporazioni nel 1864. L'antico gremio (la cui Ordinanza risale al 1381). I Sarti Questa confraria stilò il suo primo statuto nel 1532 che durò più di due secoli. Nel 1810 chiesero di non sfilare nella discesa dei candelieri. Nel 1855 dopo un periodo di polemiche e vicissitudini decisero di partecipare nuovamente alla "faradda". Il gremio è devoto alla Madonna di Monserrato; il Candeliere, dai colori giallo-oro e verde, ha sul capitello un braciere acceso. Il candeliere fu costruito nel 1896 in stile impero. Il pittore Mario Paglietti realizzò le effigi di S.Omobono, di S.Antonio e S.Gavino patrono del Nord Sardegna. I gremianti indossano un frac nero con corpetto giallo.oro; dello stesso colore è lo stendardo. Il gremio dei sarti festeggia la sua patrona la seconda domenica di settembre ed il loro compatrono S.Omobono il 13 novembre. Massai Il candeliere, nel capitello esagonale, riporta l'effige della madonna del Popolo, dei Tre martiri turritani e di S.Nicola. La Madonna delle Grazie, alla quale il gremio è devoto, è ritratta sul fusto del cero. I gremianti indossano il frac nero con papillon. Il massaju era anticamente il cassiere o tesoriere dei beni della città di Sassari nel senso che era il custode delle masserizie e dei denari appartenenti alla cittadinanza. Statuti Sassaresi del Tola pag.30. Dal 1531 hanno il diritto ad entrare per primi in chiesa. Dal 1657 hanno la loro Cappella in San Pietro di Silki. Stilarono il loro statuto nel 1743 sotto la protezione Della Vergine delle Grazie. Ordine di discesa: ultimi e primi ad entrare in chiesa. I massai sono gli unici a festeggiare l'intregu il giorno della "faradda". L'intregu celebra la cerimonia di investitura del nuovo Obriere maggiore. Investitura che viene eseguita al cospetto delle autorità municipali. Candeliere: Sulla parte anteriore del candeliere spicca l'immagine della Vergine delle Grazie. Sul coronamento sono rappresentati i martiri turritani, San Nicola, San Francesco e l'immagine della Madonna Del Popolo che diede il titolo alla cattedrale di Sassari. Bandiera: I loro stendardo è bianco, in damasco e, insieme alla Madonna delle Grazie, riporta L'immagine dei Martiri Turritani che sono rappresentati nel coronamento del loro candeliere. Il motivo dei Martiri Turritani è presente anche nel fusto del Candeliere dei Calzolai. Costume: Frac nero con feluca. Guanti, gilet e pantaloni neri. Festa Patronale: i Massai celebrano tre festività: La prima domenica di Maggio, il 14 agosto, e la attività di Maria nell'otto settembre. Tags: ZoeRock Loybillyrock Sardinien Carpenters Faradda Shoemakers tailors Wayfarers StoneCrushers Joiners greengrocers |
User: loisalvatore |
Cavalcata2005: Ballu Sardu Sardinien "S'arrosciada" Cavalcata Sarda, Sassari Sardinien "S'arrosciada" from Samgugheo. It is a typical way of dancing in "Mandrollisai" area and in particular in Samugheo. Tags: Sardien Radio Giostra Sassari Cavalcata Sarda |
User: DieAnniNDH |
Sardinien!der geilste Urlaub aller Zeiten! danke ronny für diesen tollen urlaub!!! Tags: super wetter hammer geil warm schön sardinien cagliari meer italien anni ronny |
User: KiplingTravel |
Sardinien rejser Sardinien rejser med Kipling Travel. Cala Gonone, Dorgali, Supramonte, Bosa og Alghero. Kulturrejser, vandreture og badeferie. Tags: Sardinien rejser Italien Cala Gonone Oliena Kipling Travel |
User: loisalvatore |
L'Ave Maria in Sardu. San Giuseppe Sassari, Sardinien Esta es la clàsica Ave Maria Sarda sin duda, el fragmento en lengua sarda màs conocido màs allà de las fronteras de la isla. Cada estrofa es seguida alernando el solista y el coro. La armonizaciòn presenta los caracterìsticos cambios de tonalidad proprios del canto de tradiciòn. The origins of the town of Sassari, as Enrico Costa wrote, date back to the distant past... though no earlier than the 11th Century of the Christian era. There is not much evidence to bear witness to the early Middle Ages in the territory Sassari occupies today. From the 11th Century onwards, and in particular the 12th, documentary evidence is more plentiful. The territory (which belonged to the Torres juridical district and the Nurra, Romangia and Fluminargia parishes) was portrayed as consisting of villages that were numerous, but often sparsely inhabited. It seems that following an apparent halt during the early Middle Ages, the ensuing repopulation was motivated by the creation initiated by Pisan and Ligurian traders of the new trade routes, as well as by a revival in agriculture; the latter was further stimulated by the spreading of Benedictine monasteries. From the 13th Century onwards changes occurred in rural settlement due to the magnetic force of the town of Sassari; change was more radical after the Spanish Conquest (14th/15th Centuries) when most of the villages disappeared. The existence of prehistoric communities in the current town area is documented indirectly by objects found. Archeological evidence of a settlement existing in Roman times on the site of modern Sassari is scarce and fragmentary. It does, however, seem certain that the site was already inhabited in the 1st Century A.C. and it may be posited that during imperial times not just a single centre existed but a series of rustic villages concentrated in an area of approximately 24 sq.km. It remains to be seen "when" and "why" one particular village of the many present in north-west Sardinia began to develop during the early Middle Ages and achieve the maturity needed to exert hegemony in the area from around the year 1000. The name Thathari appears for the first time in 1113 in a page of the Condaghe di S. Pietro di Silki; other 13th Century documents give a picture of an established series of villages, near each other and some of which located on the outskirts of the current residential site. The first documents giving information on Sassari date back to the early part of the 12th Century and show a relatively important village, though actual material remains belonging to this period have not been found at the modern site of the town. Almost all researchers agree, however, that the original nucleus of the medieval town was in the Sant'Apollinare district near S. Nicola Church, which must have had an important role in its growth. But the town really developed, both from a political and urban point of view, in the 13th Century, when Thatari (which thanks to the presence of Pisans and Genoese had entered the great Mediterranean trade routes) began to attract the people of Logudoro and (from the times of the violent conflicts among the juridical districts between 1234 and 1238) began to be governed by a town council, its regulations established in the Sassari Statutes at the end of the century. Sassari still maintained the distinctly medieval character of a typical walled town up until about 1840, when the first parts of the wall were demolished, thus eliminating the image of a military past that had been lost as far back as the early years of Spanish rule. The next 20 years saw a process of expansion in the town and the ancient walls were pulled down. During recent restoration of some remaining parts of the wall along Corso Trinità, pieces of the original battlements came to light that had been covered over by subsequent filling-in. Studies on technical construction have shown that the canons for building construction were in line with regulations set down in the Sassari Statutes. They also show the significant similarity between the fortified walls of Sassari and Iglesias (13th Century). The old centre of Sassari, which has aged greatly in recent years, is still the heart of the town in spite of the chaos, the lack of parking space and being mistreated by building speculators; most of the cultural events depart from here, as do the processions accompanying festive occasions throughout the year. Carnival, the Gobbule*, 'Holy Week', the 'Calvacade', Corpus Domini, the Candlesticks and corporation festivities all have the old town as their vital centre, and though old and decaying, it still bears witness to an ancient splendour, with archivolts still supporting antique bell towers and superb covered roof terraces showing the invincible soul of a town still holding onto its most prized possessions. * ironic poems recited in the town square Tags: Deus ti Salvet Maria S.Giuseppe Sassari Sardinien |
User: loisalvatore |
La Bella Estate, Alghero Sardinien Loybillyrock performs "Quando non ci sei" Loybilly is a singer of the Rossini Choir from Sassari, Sardinien. One of the lasts songs written by Loybilly Rock. Un vento forte soffiava dal mare, il guerriero rivide tutto ciò che era stato e che non poteva essere più modificato, tutta una serie di quadri e riquadri che riguardano il suo passato, il tutto filtrava come da una finestra appannata dalla nebbia, ma era impotente rispetto a quello che vedeva, non poteva fermare alcuna immagine, poteva solo intravedere la verità. La ricerca della sua Daisy rapita dai predoni del mare; il naufragio in groppa alla balena; la ricerca di un faro o di una torre, la costa, i guerrieri, il sangue, l'eco di battaglie antiche, gli incappucciati, i suonatori di flauto, i cantori della montagna, i cavalieri, le ardie, la proibizione dell'incappucciato, la processione del santo, lo smarrimento nei sentieri che si diramavano nella grande foresta, la torre, la torre nera, la battaglia con il toro, la trasgressione, la sconfitta con il suo doppio, ed infine la punizione ed il castigo, il processo degli incappucciati, la follia virtuale e poi... Musiche tratte da Van Der graf Generator The least we can do is wave to each other: darkness -- refugees. (1970) Teseo era finalmente arrivato lungo la costa che lo accoglieva dipinta di verde turchese, profumata di mirto e rosmarino e ricamata dalle cipolle selvatiche che si distinguevano tra le euforbie e gli elicrisi che rendevano l'isola diversa da tutte le isole del mondo. Teseo era capitato li per caso, in groppa ad una balena addormentata che insieme ai suoi amici aveva scambiato per un'isola ma che poi era diventata una trappola, infatti dopo aver acceso dei fuochi sulla groppa del animale mitologico erano precipitati verso il basso, verso il ventre della terra. Il mostro marino si era immerso nell'abisso. Il nostro eroe ed il suo aiutante riuscirono a nuotare per tre giorni e tre notti prima di toccare terra. Ravi shankar La costa lo lasciava senza fiato, vedeva tutta una serie di sentieri che piccoli come granelli di sabbia si diramavano come un ginepraio verso il monte e verso oriente. Così poteva intravedere un' interminabile serie di spiagge intervallate a falesie ricche di grotte, rifugi ed anfratti. Il terreno ideale per nascondersi dal mare e dal suo linguaggio. Ma la vera paura del nostro eroe era l'assenza dell'acqua, noi siamo cittadini del ventre del mostro che chiamiamo mare e siamo perciò sott'acqua, per questo la pesca dei vangeli è la pesca degli individui e per questo era importante che lo stesso Gesù Cristo comandasse alle acque del mare. In molte storie che gli venivano raccontate da piccolo i popoli erano spesso tormentati da un mostro che si inghiottiva il mare, che veniva successivamente forzato a vomitarlo perché l'acqua era un elemento irrinunciabile per la vita dell'uomo. Lui aveva intuito che era capitato nel ventre del mostro e per questa ragione avrebbe dovuto morire, ma non aveva fretta, e perciò decise di affrontare tutti i sentieri che circondavano l'isola. Si voleva parlare appunto di una sera di settembre, il 21 settembre del 2033, ci trovavamo lungo la scogliera assenti ed indecisi, io e quella bestia, voi vi chiederete, quale bestia, ne parleremo dopo. Passavamo per caso affascinati dal pianto di una donna, voi vi chiederete perché affascinati, lo saprete; mentre stavamo camminando tra le barche e i vascelli diroccati e i relitti di legno abbandonati nella baia, una luce proveniente dalla collina ci indicava un percorso, un leggero sentiero che saliva. Teseo continuava a camminare lungo il margine della scogliera, mentre riecheggiava il pianto di una donna, sembrava la sua Daisy e decise di proseguire costeggiando una piccola insenatura sassosa, qualche metro più avanti era un sentiero accidentato che portava alla spiaggia che precedeva altre spiagge e altri mondi possibili, il terreno era infido e scivoloso perché bagnato dalla pioggia che cadeva fitta ma non impediva la vista di tutta una serie di scogliere, ultimo rifugio di aquile reali che gli isolani chiamavano astori. Gli astori volavano verso l'alto, mentre il mare come una fisarmonica ringhiava testardo, testimone di mille battaglie che si erano consumate in quella scogliera dove i Shardana erano stati padroni, dove gli arabi, i saraceni, i turchi, i fenici e i romani aveva assaporato cocenti sconfitte. In quelle costiere i pisani ed i genovesi, aiutati dal maestrale avevano distrutto le flotte di Museto mentre qualche secolo più tardi i Doria erano stati annientati dagli spagnoli, per questo la chiamavano l'isola del diavolo e per questo il mare rispediva le carcasse delle feroci battaglie che si erano consumate tra i suoi mortali tentacoli.. Immediatamente sotto di lui gli aironi volavano alti senza complessi di subalternità nei confronti degli uomini e del mare che in burrasca eruttava tutta la sua forza distruttrice e minacciosa. La scogliera era in sinistra attesa di un campo di battaglia ed egli avvertiva che qualcosa stava per accadere, ebbe un esitazione forse una voglia di tornare indietro, ma il volto della sua amata lo sospingeva verso l'alto. La curiosità lo aiutava ad andare avanti. Noi ci inerpicammo insieme, io e l'animale di cui prima, mentre aroma di cipolla selvatica, di mirto e rosmarino confondeva l'aria e lo sguardo. Arrivati a metà percorso un incappucciato ci fermò e ci disse - di dove siete voi -- - noi non sapevamo cosa dire perché noi eravamo del mondo. L'animale incuriosito disse: - che lingua parla costui, perché parla diversamente da noi! - Teseo realizzò che l'uomo gli aveva proibito di toccare qualsiasi cosa che appartenesse all'isola: i fiori, le cose e le bestie. Doveva rispettare tutto perché tutto apparteneva a Dio e loro stessi erano una parte del cerchio. Seguimmo i gesti dello strano personaggio. Non capimmo ma lo seguimmo non avendo troppe scelte o mosse da fare. L'uomo ci condusse verso l'alto. Il profumo della balena ci aveva ingannato e colpito nella nostra immaginazione, eravamo rimasti tre giorni e tre notti nel ventre del pesce eravamo riusciti a uscirne fuori ed ora una nuova proibizione ci impediva di agire liberamente. Gli incappucciati si allontanarono e li lasciarono al loro destino. Non prima di aver proferito le seguenti parole: non toccate nulla! L'isola è nostra e deve rimanere intatta! Non dovete toccare gli animali che volano e le bestie con le corna, ricordatevelo! O ve ne pentirete amaramente, fece un altro! Rispettate l'isola! La nostra isola! Guai a voi se toccate i luoghi sacri del nostro Dio! disse uno di loro con una voce cavernosa e triste! Teseo li vide allontanarsi con un passo lento ma deciso con i fucili alle loro spalle e dopo qualche istante realizzò che il suo aiutante lo aveva abbandonato. Teseo volse la testa e realizzò che era rimasto solo, il sentiero portava ad un interminabile vallata dove erano incastonati tutta una serie di melograni, Era rimasto solo! Sentì che il destino stava tramutandosi in tragico. Avere perso l'aiutante significava essere senza guida spirituale, senza un bastone o una stella da seguire, la solitudine era mancanza di comunicazione per lui. Si senti improvvisamente perduto, tra i melograni ed il mare che vociava furioso. La stessa presenza dei melograni lo portava ad un condizione di esitazione ed incertezza perché il frutto che guardava rappresentava la bellezza delle donne che non aveva amato, richiamava a tutte le dee della terra: Giunone, Astante, Artemide, Elettra, Demetra, Proserpina e Atena, ma allo stesso tempo i frutti del melograno richiamavano i frutti dei martiri rinchiusi in un unico guscio. Martiri che avevano lasciato il segno della fede nell'isola i martiri che avevano difeso la parola del vangelo, San Gavino, Sant'Efisio, san Martino, san Lussorio, i santi Proto e Gianuario. L'isola era fortemente marcata dalla fede e dal culto dei santi. E di questo Teseo ne era consapevole avvertendo la presenza del sacro. Dietro i melograni si intravedevano alcune file di mele selvatiche e non molto lontani da esse emergevano alcuni massi di pietre cultuali a forma di obelisco e di palma che i sardi adoravano prima che Cristo fosse ospitato nella terra. Pur essendo privo di scudo, elmo, spada e lancia decise di proseguire anche se si sentiva un cavaliere dimezzato, senza mantello e senza forza. Teseo si mosse verso quella direzione, quasi disegnata dalle pietre lunghe piantate dal terreno. Penso alla sua Daisy era la vita le parve infelice. Improvvisamente la sua attenzione si concentrò su una strana musica che sembrava provenisse dalle grotte e dagli anfratti della montagna, il coro che udiva era gutturale, lamentoso e allo stesso tempo grottesco, sembrava che imitasse gli animali che erano più vicini all'uomo, il bue, la pecora ed il cane. Le voci cambiavano il ritmo e l'altezza del suono, assumendo toni che sembravano scherzosi e tragici. Forse erano i canti dei giganti che erano stati sotterrati nell'isola. Coloro che proteggevano l'ossidiana e l'argento, la terra di Amsicora, dei Shardana, di 'Argirofleps', di 'Ichnussa'. I sentieri conducevano ai cerchi di pietra e ad una serie infinita di massi di grandi dimensioni e di pietre finte che segnavano il cammino. Il percorso era sacro, si chiese perché e per chi cantassero quelle strane voci, cosi terribilmente malinconiche e sole. Capì che qualcosa di grande stava accadendo in quella parte dell'isola. Coro di orosei Una musica gaia e felice invitava tutta la vallata alla danza sembrava quasi un richiamo megalitico ancestrale, i dolmen, i cerchi di pietra, le pietre finte, tutto assumeva un passo di danza, suono magico, suono cultuale, suono dei campi e del raccolto, suono che sapeva di canna e profumava di vite, di mirto e di alloro. Raccoglieva in se tutti i profumi della costiera e delle montagne che la circondavano. Sembrava che il suono richiamasse eventi soprannaturali, e gli uomini a raccolta, lo zufolo a tre canne dava il ritmo al santo che sembrava ballasse tra la folla, la terra e il cielo. Lo strumento a fiato faceva volare le note che si propagavano in tutti i paesi della costiera che doveva acclamare San Gavino. Magari il suono aveva la funzione di cacciare dall'aria i folletti, gli gnomi e le anima cattive che si manifestavano nell'aria. Carrus billy sechi I muggini e le anguille erano le vittime sacrificali di queste grandi feste in onore dei santi che venivano glorificati nell'isola e quando iniziava l'anno agrario era tutto un susseguirsi di feste e tra questi non poteva mancare san gavino che veniva festeggiato in tutta l'isola. Il santo ballava, cantato dalla folla mentre un inconfondibile profumo di arrosto si manifesta tra la collina e il mare. Teseo decise di seguire la processione ed il santo. Teseo improvvisamente si sentì solo tra la folla, perduto nel nulla, ma allo stesso tempo spinto a cercare nuove soluzioni, nuovi percorsi di senso. Scomparve dalla processione, mentre Gavino si allontanava lentamente e rimpiccioliva alla vista progressivamente, dietro il santo una fila interminabile di cavalieri con gli stendardi e le bandiere lo scortava all'infinito. Capì che lo attendeva una grande sfida e si diresse verso la direzione giusta. Cammina Cammina per tre giorni e per tre notti raggiunse il lato opposto della costa dove nuovi percorsi narrativi e nuovi eventi lo avrebbe portato al grande duello. Oltre la costa era la torre che dominava leggiadra, leggera come una piuma, una torre di fuoco, di luce e di mistero, un faro luminoso per avvisare le imbarcazioni che provenivano da oriente, da dove provenivano i predatori delle coste, i corsari ed i pirati del mare. Era in quella direzione che il nostro eroe voleva andare con passo tremante, ma con occhi furenti. Teseo non aveva niente da perdere perché il suo cuore era sul viale del tramonto, gelido come una pietra, come la notte che avanzava furente e perduta, la notte oscura dell'anima. Ennio morricone, per un pugno di dollari Teseo volse la testa e vide un sentiero che si diramava verso una montagna aspra ed impervia. I suoi nonni spesso di fronte al focolare gli avevano parlato della grande foresta e dei segreti che si celavano nelle montagne, aveva quindi un sacro rispetto a tutto ciò che elevava verso l'alto. Teseo decise di seguire il sentiero per capire meglio ciò che accadeva. Improvvisamente il paesaggio cambiò aspetto ed in lontana Teseo rivide la torre e dietro la torre tanti altri sentieri e tante altre scogliere e dietro loro il mare minaccioso ed infedele. Il nostro eroe era incantato dalla bellezza della torre nera che illuminata dalla luna veniva tramutata come se fosse una lampada rossa, fiammeggiante ed incandescente. Una torre, tante torri, una costa, in una sera di novembre, un tocco di rugiada, un elmo, uno scudo, una lancia, un soffio tra gli alberi ed io, io sono un guerriero. Tags: Zoe Rock LoyBillyrock Sardinien Alghero Cala Ghisciera Porto Ferro Porticciolo |
User: loisalvatore |
Il ballo di Ovodda Sardinien Da oltre tre mila anni era usanza tingere di giallo gli abiti in funzione di importanti ceriomie sacre. In sardegna si usa ancora tingere il fazzoletto del costume femminile da vedova con lo zafferano. Un altro paese che utilizza lo zafferano per il costume sardo femminile è Orgosolo vedere la voce "su lionzu". Se si vuole approfondire il discorso sullo zafferano, si può tranquillamente affermare che insaporisce alcuni tipi di riso, e dolci. Il sottoscritto lo usa per la zuppa di pesce e per il riso alla pescatora. Se qualcuno di busachi conosce qualche ricetta con lo zafferano ce lo faccia sapere! Tags: Cavalcata2007 ZoeRock i Ballet saffron Danza Sarda Sardinien |
User: miscmovs |
RTL Explosiv - Yachtservice auf Sardinien Beitrag vom Sommer 2005 Tags: sardinien |
User: loisalvatore |
Cavalcata2006 Isili, Sardinien Sarcidano Ballet Cavalcata Sarda, Sassari Sardinien Tags: Sardien Radio Giostra Sassari Cavalcata Sarda |
User: loisalvatore |
Orgosolo: Ballo Sardo SARDINIEN Classe, stile, colore, leggerezza e regalità. Questo è in sintesi il modo di danzare di questo gruppo che rappresenta la Sardegna nel mondo. Ringrazio le migliaia di persone che hanno visto il filmato mi scuso per gli errori, ma con la folla in delirio è difficile riprendere con la dovuta professionalità. Quando si guarda uno di questi balli sardi, pur non essendo orgosolesi, ci si sente fieri di far parte di questa meravigliosa isola! Grazie Orgosolo per così tanta bellezza! ps. Il filmato che viene rappresentato è solo uno dei tantissimi aspetti della cultura sarda che si manifesta in tutte le forme d'arte, dal mondo pre-nuragico e pre megalitico al Post-moderno. Visitate la Sardegna e vi renderete conto che la nostra isola produce cultura e bellezza! Vorrei inoltre ricordare che i cori e le corali sarde quando vanno all'estero fanno sempre una bella figura e spesso vincono anche il primo premio come è successo questo anno nel concorso Guido D'Arezzo, vinto dal gruppo universitario di Cagliari, o lo stesso Concorso di Zagarolo vinto un anno fa dalla Coro Turritano di Porto Torres, per non dimenticare le Vittorie a LLangollen e ad altri concorsi internazionali. La Sardegna può inoltre annoverare talenti come Paolo Fresu, grande artigiano del Jazz, considerato da i maggiori esperti come uno dei più talentuosi artisti jazz del mondo. Basta sfogliare la sua discografia per rendersene conto. I tenores sardi sono apprezzati in tutto il pianeta perchè cantano una musica che pur non essendo capita, viene sentita come se fosse un qualcosa di magico e misterioso. Per chi vuol capire i meccanismi culturali che si manifestano nell'isola di Sardegna deve esplare il suo interno, i suoi boschi quasi inacessibili, le sue grotte, i suoi anfratti, le sue antiche usanze e soprattutto la semplicità ed il rispetto nei confronti degli altri! Proud to be Sardinian! Tags: Su ballitu candenzadu Sardinien Orgosolo ZoeRock |
User: loybillyrock |
Scritti Sardi: Interni Santa Barbara Macomer, Sardinien Gli interni di uno dei nuraghi più visti in Sardegna in quanto visibile dalla Carlo Felice che collega Sassari a Cagliari. Il nuraghe Santa Barbara è uno dei sette mila nuraghi sparsi su tutto il territorio dell'isola. Sono situati prevalentemente lungo i corsi d'acqua, ai margini degli altopiani su piccole sommità perche essenzialmente avevano il compito del controllo del territorio. Volendo dare una breve descrizione della evoluzione di questa archittetura megalitica in Sardegna possiamo distinguere tre momenti: Prima fase, 1700 1600 A.C. Pseudo nuraghi o nuraghi a corridoio (all'esterno a forma di secchio rovesciato e con l'interno, costituito da un corridoio che attraversa tutta la struttura...) seconda fase, nuraghe semplice, piccolo e con unica camera coperta a tholos, pseudo cupola. Terza fase, in questa fase al nuraghe semplice si aggiungono altre torri, cortili, cinte murarie con torri angolari etc. Si hanno così i nuraghi complessi che possono essere bilobati (due torri racchiuse fra cortine murarie) trilobati, quadrilobati e pentalobati a seconda del numero di torri racchiuse attorno alla torre centrale (mastio), con cortili antimurali e torri d'angolo come nel su Nuraxi di Barumini, Nuraghe Arrubi di Orroli etc. Tags: ZoeRock Franco Carta Nuraghe S.Barbara Macomer Sardinien Mastio Loybillyrock Taramelli Scritti Milesi |
User: brennerbrennero |
Trenitalia / Diesel Power in Sardinien (2) Zwar wurden vor Jahren Versuche unternommen, einen Teil des sardischen Netzes (vor allem für Testzwecke) mit einer von dem Festland abweichenden Stromspannung 25 KV zu elektrifizieren, jedoch kam dieses Unternehmen nie zur Vollendung. Das bedeutet, daß auf Sardinien ausschließlich Dieselbetrieb herrscht (mit Lokbespannung und Triebwagen). Vom Vorortverkehr von Cagliari abgesehen, sind alle Stecken eingleisig. Weil das Land relativ schwach besiedelt ist, liegen die Bahnhöfe weit auseinander. Dadurch erreichen die Dieselzüge beeindruckende Geschwindigkeiten. Seit kurzem setzt Trenitalia auch einige Triebwagen aus neuester Fertigung (Minuetto) ein. Tags: Ferrovie Eisenbahn Railway Treno Zug Italien Train Trenitalia FS Cagliari Stazione Sardinien Bahnhof Sardegna Olbia |
User: loybillyrock |
A Diosa Sardinien, Associazione Musicale G.Rossini SS Un popolare brano sardo eseguito dalla Corale Gioacchino Rossini di Sassari. L'Associazione Musicale Gioacchino Rossini di Sassari e reduce da due grandi affermazioni a livello nazionale: una a Zagarolo, Lazio e l'altra a Vasto Maggiore, Chieti Abruzzo. La Corale G.Rossini vince due premi su quattro a Zagarolo (Roma) il Premio "Nuova Musica", per il brano di autore italiano del '900. La motivazione è stata la seguente: "Per aver coniugato in maniera felice una tecnica compositiva ispirata alla tradizione con un linguaggio moderno efficace". La direttrice dalla Corale Rossini di Sassari ha inoltre vinto ex-equo il Premio "Miglior Direttore assegnato dalla giuria al direttore più meritevole. La Corale Rossini dimostra la sua poliedricità vincendo la sezione riguardante il premio per il miglior brano rinascimentale nel festival di Vasto, Chieti, Abruzzo. Il brano presentato è stato l'Ave Maria del De Victoria. Presentiamo ora il Curriculum della Corale Gioacchino Rossini di Sassari: Fondata a Sassari nel 1992, inizia ad operare in ambito musicale attraverso la creazione di un Coro che prende il nome dalla medesima associazione. Nel 1993 effettua in Friuli Venezia Giulia la sua prima tournèe, si confronta con altri gruppi corali affermati ottenendo meritati consensi. Nel 1994 il coro partecipa alla rappresentazione teatrale della fiaba lirica Cencina di F. Caudana, mentre a settembre esordisce nei suoi primi concerti con l'orchestra. Nel 1995 la Rossini partecipa alla manifestazione Telethon in collegamento RAI da Sassari e presenta in concerto, nei più importanti centri dell'isola, la Cantata n° 140 di J.S. Bach. Nel 1996 effettua una Tournèe in Corsica e nel 1997 si esibisce con successo a Firenze, Mestre e Sequals. Nel 1998 partecipa in qualità di ospite al Premio Sardegna e, sempre nello stesso anno, si presenta in concerto eseguendo la Messa in Sol Maggiore di F. Schubert per Soli, Coro e Orchestra. Nel 1999 viene invitata dal Circolo dei Sardi Ichnusa di Mestre ad esibirsi a Venezia nella prestigiosa "Scuola Grande di S. Giovanni Evangelista" e nella Cattedrale di Mestre in occasione delle Giornate Sarde. Nel dicembre dello stesso anno prende parte al Concerto di Natale tenutosi a Cagliari e trasmesso in diretta dall'emittente regionale Videolina. Nel 2000 partecipa al Festival Internazionale Music World 2000 che si tiene annualmente a Fivizzano (MC) ottenendo la Menzione Speciale nella categoria "Cori misti adulti". Nel novembre dello stesso anno il Coro effettua una tournèe in Argentina esibendosi nelle città di Buenos Aires e Cordoba. Nel Febbraio 2001 la Rossini incide il suo primo Compact Disc dal titolo Cantos et Contos, un'antologia dei brani più belli della tradizione folkloristica sarda. Tra questi spiccano "Non Potho Reposare", "La Danza di Desulo" "L'Ave Maria" e "Nanneddu Meu". Nel mese di dicembre dello stesso anno presenta il "Romancero Gitano" di M. Castelnuovo-Tedesco per coro, voce recitante e chitarra su testi di F. G. Lorca. Nel luglio 2002, a seguito di una rigorosa selezione, partecipa alla 56ma edizione dell' Llangollen International Musical Eisteddfod tenutosi a Llangollen (Galles). Nel mese di dicembre, in occasione del 10° anno della sua fondazione, l'associazione presenta a Sassari la Messa di Gloria di Giacomo Puccini in collaborazione con l'Orchestra Filarmonica del Conservatorio "L. Canepa" di Sassari. Dal 1996 il Coro è diretto dal M° Clara Antoniciello mentre sin dalla sua fondazione si avvale della collaborazione pianistica del Prof. Mariano Meloni (men Tags: Loybillyrock ZoeRock Rossini Choir Tanz Sardinien |
User: sardamototours |
Motorradtouren auf Sardinien - www.sarda-moto-tours.de Motorradtouren auf der Insel Sardinien, an den Küsten und im Landesinneren der Insel bietet das Strassennetz hervorragende Möglichkeiten auf dem Motorrad Ausflüge zu machen, Sarda-Moto-Tours ist Dein Partner zur Organisation und Durchführung dieser herrlichen Touren. Lovley motorbike tours on the island Sardinia, the roads are perfect to enjoy the tours near by the coast and in the innerside of Sardinia, Sarda-Moto-Tours is your perfect partner for this kind of active holiday. Motorradfahren in Sardinien by Sarda Moto Tours. Auf www.sarda-moto-tours.de Tags: Sardinien Motorrad Touren Reisen Ausflüge Ausfahrten Motorbike Sardinia Tours |
User: milkaherzle |
sardinien 2007 schön wars:) sardinien bilder 2007 Tags: sardegna 2007 |
User: Atzenkeeper91 |
Campingplatz La Liccia Reportage '07 Sardinien Reportage über das Essen. Tags: Bene Bendeikt Schmidt La Liccia Essen |
User: loisalvatore |
Milis, Sardinien " Il Giardino delle Esperidi" Some images concerning Milis, considered by Valery, Tyndale, Mantegazza, Maltzan, and G.Deledda as one of the most beautiful in the island. Tra i tanti che decantarono la bellezza degli aranceti milesi bisogna ricordare Padre Bresciani che così si esprime nel suo Descrizione dell'Isola di Sardegna "Le belle marine di Puglia e di Sorrento fra i loro superbi aranceti non v'offrirebbero alla vista si belle selve, come quelle di Milis, e forse non v'ha che Malta, e la Sicilia che gareggino colla grandezza di quelle piante; essendo che ve n'abbia di così grosso pedale che due uomini abbracciandolo non giungerebbero d'un buon tratto a toccarsi col sommo delle dita." Alcune disquisizioni sulla festa della Madonna di Buon Cammino che attesta l'espandersi della cultura Basiliana in Sardegna: Nostra Segnora d'Itria Il termine molto amato dalle popolazioni sarde in questi ultimi secoli ha una derivazione di tipo greco bizantino perché derivante dal lemma 'Hodegetria', che ha dato luogo al sardo (Nostra Signora D'Itria'. Il toponimo "Valle d'Itria" probabilmente deriva dal culto orientale di monaci basiliani della Madonna Odegitria protettrice dei viandanti. La locuzione e stata tradotta in Sardo come "Nostra Segnora de Bonu Caminu». Nostra Signora del Buon cammino che è la stessa Madonna patrona del Gremio dei Viandanti. Secondo lo stesso Pittau il culto della Madonna del Buon Cammino o Itria era ed è praticato in svariati paesi della Sardegna. Dal punto di vista storiografico si evince che il culto di questa Madonna occorreva già dagli inizi del quarto secolo segnati dalle conversioni di Papa Silvestro e dell'imperatore Costantino, che dopo aver sconfitto i suoi nemici restituiva la libertà ai Cristiani, (313) costruendo templi a Gesù e alla Madonna. Il Papa Silvestro premiò Costantino con un quadro, che lo stesso portò con se e che fece venerare con il titoli di Maria d'Egitto. i. L'effige della Madonna fu in seguito trasferita acquisendo il nome di «Mamma di Costantinopoli». La madonna divenne popolare in seguito ad un miracolo e fu invocata come "Odighitria» che significa luce e guida del cammino. In seguito il nome cambiò in «Madre di Dio» e secondo la leggenda fini a 'Itri' presso Bari, strappata alle mani dei Turchi che già da allora cercavano di farsi strada nelle coste sarde. La santa era adorata a Bari come nostra signora di 'Itria' diffondendosi successivamente in tutta l'Europa e in Sardegna. Secondo il Pittau questa santa è venerata ad Aggius, Lodè, Oliena, Nuoro, Gavoi, Macomer, Arbus, Nureci, Senorbi e Tratalias e a Portoscuso dove è patrona. Il Piras sostiene che la chiesa è particolarmente venerata a Maracalogonis, Oristano, e Nureci. Aggiunge che delle notevoli chiese campestri sono state dedicate a questa santa: Villamar, Samassi, Guasila e Selegas. Nei miei due ultimi itinerari ho trovato la Madonna di 'Itria' non molto distante dal bivio tra Genoni e Nureci. E nella nuova strada comunale che da Isili porta alla diga di 'Is Borroccus' e a Sos Canales per poi toccare un'amena e ubertosa serie di vallate ricamate da svariate qualità di pioppi e fichi d'India «figu murisca» che portano alla chiesa di Nostra signora di Itria e dopo due o tra chilometri a Gesturi e 'Brunku Madugui' dove è situato un altro tempio ma questa è un'altra storia. Quando negli anni sessanta abitavo a Sorgono ricordo di una festa che dal paese del Mandrollisai raggiungeva la montagna fino a raggiungere una chiesetta campestre dedicata alla Madonna d'Itria. Qui si svolgevano manifestazioni religiose con ardie, cavalli, processioni, fedeli, preti e cavalieri ed infine il pranzo a sacco che coinvolgeva tutti i paesi limitrofi alla chiesetta. Anche nel paesino di Milis abbiamo un importante processione che nel passato ha auto un ruolo importante come le stesse feste di San Giorgio, di Sant'Agostino e di Santu Lussergeddu venerati in tutta l'isola. Tags: Milis Radio Giostra Sardinien Folclore Nostra Signora Buon Cammino |
User: loisalvatore |
Cavalcata2005 Dorgali, Ballu Sardu, Sardinien Dorgali dancers at Cavalcata Sarda, Sassari, Sardinien Von Maltzan dice che le donne di Dorgali, borgo situato nella costa orientale, sono vestite come le Albanesi. "La loro stretta gonna è fatta di una stoffa ruvida e forte. La cintura è larga, il corsetto assai corto e poco appariscente, il corpetto, aperto sul davanti, ha delle lunghe maniche che, chiuse dalla spalla al gomito, s'allargano nell'avambraccio e si abbottonano al polso; degli spacchi lasciano sbuffare una camicia bianca. Una stoffa pesante dai colori vivaci copre loro il capo, inquadra il volto e ricade sulle spalle.... Gastone Vuillet, Le Isole Dimenticate. La Sardegna, Nuoro 2003. Nello stupendo libro del fotografo francese sono altresì presentati i costumi di altri paesi della Sardegna come quello di Tissi, Di Villagrande, di Sarule, Busachi, Sennori, Pirri, Quartu, Osilo, Ossi e Ploaghe. Un altro tema che viene trattato nel testo del Vuiller è la festa. Per questo tema rimando alla canzone sarda 'In pizza e Kuddu monti" Tags: Dorgali Nuoro ballet Sardinien Radio Giostra |
User: steinermartin |
Sardinien Klettern Sommer 2006 Klettern in Sardinien im Sommer 2006 Tags: Sardinia Sardinien Klettern Climbing Slackline maba |
User: VAHRoyal |
Bahnaktivitäten auf Sardinien in Cagliari Während unseres Aufenthaltes auf Sardinien sind wir auch nach Cagliari gekommen. Der Bahnhof sieht von außen richtig schön aus, innen steht noch eine alte Dampflok. Zu sehen sind verschiedene Eisenbahnen, alle Diesel oder eventuell mit Akku betrieben. Die Strecke wurde gerade elektrifiziert. ------------------------------------ Railroad activities in the main station of Cagliari in Sardegna in Italy. You`ll see some typical trains for this route. The tracks are going to be electricify. Calgliari has a wonderful city centre, the main station lies near the ferry port. Tags: Cagliari Eisenbahn Eisen Bahn Sardinien Sardegna Train Minuetto Italy Italien Main Station locomotives Lokomotiven Zug |