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Di Pietro a Piazza Navona contro il Lodo Alfano 3/3 A Roma i partiti della sinistra extraparlamentare sono scesi in piazza contro le politiche sociali del governo e di Confindustria. Ad aprire il corteo un lungo striscione rosso: "L'opposizione è nelle nostre mani. Un'altra politica per un'altra Italia". In piazza anche l'Italia dei valori per raccogliere le firme contro il Lodo Alfano. (L'Idv - ha annunciato Di Pietro - oggi ha raccolto 250mila firme tutta Italia). Antonio Di Pietro chiudendo la manifestazione a piazza Navona ha definito il Governo Berlusconi come "una dittatura dolce" nei confronti della quale bisogna "fare fronte comune". Nel suo discorso il leader di Idv ha denunciato i rischi per una informazione libera, i provvedimenti in materia di giustizia fatti solo per gli interessi del premier e dei suoi amici e infine la riduzione delle prerogative del Parlamento "fatto di dipendenti, di gente che schiaccia solo i bottoni e suddita. Per Di Pietro "Berlusconi sta alla democrazia come Fede all'informazione", ma avverte "io non sono scemo e non dialogo con chi gli dai un dito e si prende un braccio". Su Rai e Consulta "aberranti no di Berlusconi" Anche la battaglia per la presidenza della Vigilanza Rai è uno dei motivi che fanno parlare Antonio Di Pietro di "dittatura dolce" dove all'opposizione non è data la possibilità di indicare il proprio nome alla guida di una commissione". Dal palco di piazza Navona Di Pietro accusa: "dicono che Leoluca Orlando non va bene perché è dell'Italia dei Valori e allora io ricordo che noi siamo in Parlamento perché ci hanno votato i cittadini. La realtà è che sanno che noi faremmo il nostro dovere e che non faremmo passare certe cose strane strane". Un affondo anche sul tema del giudice costituzionale vacante: "Berlusconi ha detto una cosa gravissima e cioè che non si è ancora trovato l'accordo su un nome della espressione del Pdl. Il problema è che i giudici costituzionali devono essere al di sopra delle parti e quindi quello di Berlusconi è un ragionamento aberrante". E chiude con "resistere, resistere, resistere" "Certe volte l'opposizione mi ricorda quei naufraghi della barzelletta che nuotano verso terra e uno dice all'altro ma quando arriviamo? Io dico che intanto nuota, cristo, no? Io mi ricordo sempre quello che mi ha insegnato il mio procuratore capo: resistere, resistere, resistere". Antonio Di Pietro chiude con i fuochi d'artificio la manifestazione a piazza Navona. Dopo il breve ma intenso intervento del premio Nobel Dario Fo, che rimane sul palco insieme a Franca Rame, Di Pietro torna a chiamare la società civile a rispondere contro il rischio della dittatura e lo fa senza mezzi termini: "Nel ventennio è successo quello che è successo perché la democrazia non ha saputo reagire. Se al primo partigiano avessero detto tanto non ce la fai non ci sarebbe stato nessun altro partigiano. Per questo io dico chi se ne frega di che partito sei ma unisciti a noi e ferma la dittatura alle porte". Di Pietro si rifà all'ormai celebre slogan di Francesco Saverio Borelli e ne spiega il motivo per cui è proprio l'ex capo del Pool di Mani pulite ad essere il candidato IdV per le elezione di un giudice costituzionale. "Io mi ripeto quello che mi diceva Borelli - spiega infatti - anche in Parlamento, quando vedo che dietro le sagrestie cercano di mettersi d'accordo su chi debba fare il giudice costituzionale, secondo l'idea di chi pensa 'ci metto il mio che così sistema la mia pratica alla Consulta'. Ecco perché tutti votano scheda bianca e noi - rivendica - siamo gli unici a votare un nome, quello di Borrelli, perché sappiamo da che parte stare". Un altro ex collega del Pool di Milano viene citato, questa volta si tratta di Piercamillo Davigo "che era solito fare questo esempio - prosegue - quello per cui se il vicino di casa che inviti a cena lo vedi un giorno uscire da casa tua con l'argenteria lo considererai innocente fino al passaggio in giudicato della sentenza ma intanto non lo inviti pi+ù a cena". L'esempio serve a chiarire il punto di vista che Di Pietro vorrebbe da parte dell'opposizione nei confronti di Berlusconi ed è nuovamente alla maggioranza, ed anche all'opposizione che viene rivolto il pensiero finale: "Questa Piazza Navona sempre più Piazza Legalità ed è bene che tutti, a cominciare da quelli della P2, si abituino perché la faremo diventare la vera agorà della democrazia". Il congedo è con il bilancio di questa giornata indetta a Roma e nel resto d'Italia per raccogliere le firme per un referendum abrogativo del Lodo Alfano: "Oggi abbiamo raccolto 250mila firme. Questo dimostra che il Paese reale reagisce". Tags: Di pietro Italia dei Valori Berlusconi confillo interessi lodo alfano grillo |
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Di Pietro a Piazza Navona contro il Lodo Alfano 2/3 A Roma i partiti della sinistra extraparlamentare sono scesi in piazza contro le politiche sociali del governo e di Confindustria. Ad aprire il corteo un lungo striscione rosso: "L'opposizione è nelle nostre mani. Un'altra politica per un'altra Italia". In piazza anche l'Italia dei valori per raccogliere le firme contro il Lodo Alfano. (L'Idv - ha annunciato Di Pietro - oggi ha raccolto 250mila firme tutta Italia). Antonio Di Pietro chiudendo la manifestazione a piazza Navona ha definito il Governo Berlusconi come "una dittatura dolce" nei confronti della quale bisogna "fare fronte comune". Nel suo discorso il leader di Idv ha denunciato i rischi per una informazione libera, i provvedimenti in materia di giustizia fatti solo per gli interessi del premier e dei suoi amici e infine la riduzione delle prerogative del Parlamento "fatto di dipendenti, di gente che schiaccia solo i bottoni e suddita. Per Di Pietro "Berlusconi sta alla democrazia come Fede all'informazione", ma avverte "io non sono scemo e non dialogo con chi gli dai un dito e si prende un braccio". Su Rai e Consulta "aberranti no di Berlusconi" Anche la battaglia per la presidenza della Vigilanza Rai è uno dei motivi che fanno parlare Antonio Di Pietro di "dittatura dolce" dove all'opposizione non è data la possibilità di indicare il proprio nome alla guida di una commissione". Dal palco di piazza Navona Di Pietro accusa: "dicono che Leoluca Orlando non va bene perché è dell'Italia dei Valori e allora io ricordo che noi siamo in Parlamento perché ci hanno votato i cittadini. La realtà è che sanno che noi faremmo il nostro dovere e che non faremmo passare certe cose strane strane". Un affondo anche sul tema del giudice costituzionale vacante: "Berlusconi ha detto una cosa gravissima e cioè che non si è ancora trovato l'accordo su un nome della espressione del Pdl. Il problema è che i giudici costituzionali devono essere al di sopra delle parti e quindi quello di Berlusconi è un ragionamento aberrante". E chiude con "resistere, resistere, resistere" "Certe volte l'opposizione mi ricorda quei naufraghi della barzelletta che nuotano verso terra e uno dice all'altro ma quando arriviamo? Io dico che intanto nuota, cristo, no? Io mi ricordo sempre quello che mi ha insegnato il mio procuratore capo: resistere, resistere, resistere". Antonio Di Pietro chiude con i fuochi d'artificio la manifestazione a piazza Navona. Dopo il breve ma intenso intervento del premio Nobel Dario Fo, che rimane sul palco insieme a Franca Rame, Di Pietro torna a chiamare la società civile a rispondere contro il rischio della dittatura e lo fa senza mezzi termini: "Nel ventennio è successo quello che è successo perché la democrazia non ha saputo reagire. Se al primo partigiano avessero detto tanto non ce la fai non ci sarebbe stato nessun altro partigiano. Per questo io dico chi se ne frega di che partito sei ma unisciti a noi e ferma la dittatura alle porte". Di Pietro si rifà all'ormai celebre slogan di Francesco Saverio Borelli e ne spiega il motivo per cui è proprio l'ex capo del Pool di Mani pulite ad essere il candidato IdV per le elezione di un giudice costituzionale. "Io mi ripeto quello che mi diceva Borelli - spiega infatti - anche in Parlamento, quando vedo che dietro le sagrestie cercano di mettersi d'accordo su chi debba fare il giudice costituzionale, secondo l'idea di chi pensa 'ci metto il mio che così sistema la mia pratica alla Consulta'. Ecco perché tutti votano scheda bianca e noi - rivendica - siamo gli unici a votare un nome, quello di Borrelli, perché sappiamo da che parte stare". Un altro ex collega del Pool di Milano viene citato, questa volta si tratta di Piercamillo Davigo "che era solito fare questo esempio - prosegue - quello per cui se il vicino di casa che inviti a cena lo vedi un giorno uscire da casa tua con l'argenteria lo considererai innocente fino al passaggio in giudicato della sentenza ma intanto non lo inviti pi+ù a cena". L'esempio serve a chiarire il punto di vista che Di Pietro vorrebbe da parte dell'opposizione nei confronti di Berlusconi ed è nuovamente alla maggioranza, ed anche all'opposizione che viene rivolto il pensiero finale: "Questa Piazza Navona sempre più Piazza Legalità ed è bene che tutti, a cominciare da quelli della P2, si abituino perché la faremo diventare la vera agorà della democrazia". Il congedo è con il bilancio di questa giornata indetta a Roma e nel resto d'Italia per raccogliere le firme per un referendum abrogativo del Lodo Alfano: "Oggi abbiamo raccolto 250mila firme. Questo dimostra che il Paese reale reagisce". Tags: Di pietro Italia dei Valori Berlusconi confillo interessi lodo alfano grillo |
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Di Pietro a Piazza Navona contro il Lodo Alfano 1/3 A Roma i partiti della sinistra extraparlamentare sono scesi in piazza contro le politiche sociali del governo e di Confindustria. Ad aprire il corteo un lungo striscione rosso: "L'opposizione è nelle nostre mani. Un'altra politica per un'altra Italia". In piazza anche l'Italia dei valori per raccogliere le firme contro il Lodo Alfano. (L'Idv - ha annunciato Di Pietro - oggi ha raccolto 250mila firme tutta Italia). Antonio Di Pietro chiudendo la manifestazione a piazza Navona ha definito il Governo Berlusconi come "una dittatura dolce" nei confronti della quale bisogna "fare fronte comune". Nel suo discorso il leader di Idv ha denunciato i rischi per una informazione libera, i provvedimenti in materia di giustizia fatti solo per gli interessi del premier e dei suoi amici e infine la riduzione delle prerogative del Parlamento "fatto di dipendenti, di gente che schiaccia solo i bottoni e suddita. Per Di Pietro "Berlusconi sta alla democrazia come Fede all'informazione", ma avverte "io non sono scemo e non dialogo con chi gli dai un dito e si prende un braccio". Su Rai e Consulta "aberranti no di Berlusconi" Anche la battaglia per la presidenza della Vigilanza Rai è uno dei motivi che fanno parlare Antonio Di Pietro di "dittatura dolce" dove all'opposizione non è data la possibilità di indicare il proprio nome alla guida di una commissione". Dal palco di piazza Navona Di Pietro accusa: "dicono che Leoluca Orlando non va bene perché è dell'Italia dei Valori e allora io ricordo che noi siamo in Parlamento perché ci hanno votato i cittadini. La realtà è che sanno che noi faremmo il nostro dovere e che non faremmo passare certe cose strane strane". Un affondo anche sul tema del giudice costituzionale vacante: "Berlusconi ha detto una cosa gravissima e cioè che non si è ancora trovato l'accordo su un nome della espressione del Pdl. Il problema è che i giudici costituzionali devono essere al di sopra delle parti e quindi quello di Berlusconi è un ragionamento aberrante". (Rai News 24) Tags: Di pietro Italia dei Valori Berlusconi confillo interessi lodo alfano grillo |
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Marco Travaglio: Chi è Geronzi Dalla puntata di Anno Zero del 9 Ottobre 2008 Tags: Travaglio Anno Zero Santoro Geronzi Berlusconi |
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Marco Travaglio - Intervento ad Anno Zero (9 Ottobre 2008) L'intervento di Marco Travaglio ad Anno Zero del 9 Ottobre 2008 Tags: Travaglio Santoro Anno Zero Berlusconi |
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Ragazzo ghanese picchiato dai vigili a Parma, Intervista al capo dei vigili urbani L'intervista telefonica fatta da un giornalista del Corriere della Sera al capo dei vigili di Parma Emma Monguidi, dopo la denucnica del ragazzo ghanese picchiato dai vigili. Tags: razzismo parma ghana monguidi picchiato |
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Ragazzo ghanese picchiato dai vigili urbani a Parma PARMA - L'hanno fermato alluscita da scuola e lhanno pestato: un piede sopra alla testa, le manette e poi le botte, anche allinterno della macchina di servizio. E questa la denuncia di Bonsu Emmanuel Foster, un ragazzo ghanese di 22 anni, che accusa sette agenti della polizia municipale di Parma di averlo aggredito e insultato con ingiurie di carattere razzista. Ad avvalorare la sua testimonianza cè la busta del Comune con i verbali del fermo consegnata alla famiglia, con sopra scritto «Emmanuel negro». Laggressione sarebbe avvenuta lunedì intorno alle 18 e trenta al parco cittadino ex Eridania e che il giovane riporta un occhio nero, una gamba malmessa e diverse lesioni. L' operato dei vigili era già finito nella bufera dopo che in agosto era stata pubblicata la foto di una prostituta nigeriana abbandonata seminuda nella camera di sicurezza della Polizia municipale. La donna si era ribellata a un controllo antilucciole. Emma Monguidi, comandante della polizia municipale di Parma, è finita per la seconda volta nell'occhio del ciclone. La prima volta era stata in occasione della foto diffusa da tutta la stampa nazionale che ritraeva una prostituta di colore per terra nei locali dei vigili urbani. Adesso la storia del ragazzo ghanese. Una coincidenza? «Si, una coincidenza. C'era in corso una operazione antidroga. Abbiamo solo fatto il nostro dovere. I vigili sono sempre professionalmente al servizio dei cittadini senza distinzione di sesso o di colore della pelle», risponde. Respinge le accuse il comandante. Smentisce che il ragazzo sia stato picchiato. L'occhio nero? «Forse la caduta a terra nei momenti concitati dell'inseguimento. Anzi il nostro uomo ha avuto 20 giorni di prognosi mentre il ragazzo solo due». E allora la scritta razzista sulla busta? «Nella busta con lo stemma della polizia municipale abbiamo messo solo gli effetti personali del ragazzo. Noi non abbiamo scritto nulla». Insulti? «Nessuno». Spogliato in caserma? «Solo una normale procedura di perquisizione» (Guarda il video). Emma Monguidi finisce comunque la sua esperienza di comandante dei vigili urbani di Parma. La sostituzione era già stata prevista. (dal Corriere della Sera) Tags: Parma extracomunitari ghana ghanese razzismo vigili picchiato |
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Fiorentina vs Milan amichevole per Borgonovo FIRENZE, 8 ottobre - Una notte di emozioni e di solidarietà per sconfiggere un male insidioso che mette paura. Firenze si è raccolta intorno a Stefano Borgonovo per combattere insieme contro la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica. Si è stretta all' ex campione, a quel ragazzo che faceva gol ispirato da Baggio in quella magica B2 di fine anni Ottanta. Uan serata di speranza. Che questa partita tra Fiorentina e Milan di ieri e di oggi possa segnare l'inizio di una battaglia vincente alla Sla, che fa paura ai calciatori e ne uccide alcuni. Fiorentina e Milan, insieme per la Fondazione Borgonovo, per raccogliere i fondi necessari a far crescere la ricerca contro questa malattia che toglie parola e muscoli, che fa vivere attaccati ad una macchina, che circoscrive il mondo ad un letto o a una sedia a rotella. Questa è la vita di Stefano Borgonovo, che segnava in viola e in rossonero, che giocava con Baggio e con Gullit. Ora la sua partita è stimolare la ricerca con la fondazione che porta il suo nome. E allora ecco "Tutti per Stefano Borgonovo", una partita che è un evento, non una sfida, ma una festa. Tags: SLA Fiorentina Milan amichevole Franchi Baresi Baggio |
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Serie B 2008 - 2009 Mantova vs Vicenza (Sportitalia) Serie B 2008 - 2009 3ª Giornata Mantova vs Vicenza (Servizio Sportitalia) Tags: Lanerossi Vicenza Mantova Calcio Serie 90°minuto |
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Real Vicenza vs Club Italia (secondo tempo) 4/4 Amichevole per celebrare il decennale del Real Vicenza. In campo tutti i giocatori dello splendido campionato del secondo posto, contro una rappresentativa composta da molti campioni del mondo del 1982. Tags: real vicenza lanerossi club itlalia calcio amichevole |
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Real Vicenza vs Club Italia (secondo tempo) 3/4 Amichevole per celebrare il decennale del Real Vicenza. In campo tutti i giocatori dello splendido campionato del secondo posto, contro una rappresentativa composta da molti campioni del mondo del 1982. Tags: real vicenza lanerossi club itlalia calcio amichevole |
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Real Vicenza vs Club Italia (secondo tempo) 2/4 Amichevole per celebrare il decennale del Real Vicenza. In campo tutti i giocatori dello splendido campionato del secondo posto, contro una rappresentativa composta da molti campioni del mondo del 1982. Tags: real vicenza lanerossi club itlalia calcio amichevole |
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Real Vicenza vs Club Italia (secondo tempo) 1/4 Amichevole per celebrare il decennale del Real Vicenza. In campo tutti i giocatori dello splendido campionato del secondo posto, contro una rappresentativa composta da molti campioni del mondo del 1982. Tags: real vicenza lanerossi club itlalia calcio amichevole |
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Rivoluzione Rumena 1989 - Il processo a Ceauşescu 1/2 Nelle prime ore del 22 dicembre Ceauşescu pensò che i suoi tentativi disperati di sopprimere le proteste fossero riusciti. Tuttavia alle 7:00 sua moglie Elena ricevette la notizia che un gran numero di lavoratori di molte piattaforme industriali stavano avanzando verso il centro di Bucarest. Le barricate della Miliţia che dovevano bloccare l'accesso verso la Piazza dell'Università e la Piazza del Palazzo si dimostrarono inefficienti. Alle 9:30 la Piazza dell'Università era già colma di persone, ma, per motivi tutt'oggi sconosciuti, i militari inviati per soffocare la rivolta si unirono ai manifestanti. Alle 10:00, quando la radio stava annunciando l'introduzione della legge marziale e il divieto di circolazione dei gruppi di più di 5 persone, centinaia di migliaia di protestanti si radunarono di propria iniziativa nel centro di Bucarest. Ceauşescu, che aveva provato a rivolgersi alla folla dal balcone del Comitato Centrale, fu accolto da bordate di fischi e feroci disapprovazioni. Frattanto alcuni elicotteri lanciarono manifesti nei quali si chiedeva alla gente di non partecipare ai recenti tentativi di sommossa, andando a casa a festeggiare il Natale. La stessa mattina, tra le 9 e le 11, il ministro della difesa Vasile Milea morì in circostanze misteriose. Un comunicato fatto da Ceauşescu affermava che Milea era stato giudicato colpevole di tradimento e che si fosse suicidato dopo essere stato scoperto. A lungo, la teoria più popolare fu che Milea sarebbe stato assassinato per mano dello stesso Ceauşescu, in risposta al rifiuto di eseguire gli ordini del dittatore. Tuttavia, un'ulteriore indagine realizzata tramite la riesumazione del cadavere nel novembre 2005 accertò che Milea effettivamente si suicidò, sparandosi con la pistola di un proprio subordinato. Dopo il suicidio di Milea, Ceauşescu nominò nuovo ministro della Difesa il Generale Victor Stanculescu, che dopo una breve esitazione accettò. Stanculescu ordinò alle truppe di ritirarsi e dopo alcune ore, data la criticità della situazione, persuase Ceauşescu alla fuga in elicottero. Rifiutando di applicare gli ordini repressivi di Ceauşescu, Stanculescu aveva praticamente realizzato un colpo di stato militare. Ceauşescu e sua moglie Elena lasciarono la capitale insieme ad altri due collaboratori di fiducia, Emil Bobu e Tudor Postelnicu. La meta era la residenza di Ceauşescu a Snagov, da cui proseguire per Târgovişte. Il pilota, cui uno dei collaboratori teneva una pistola puntata alla testa, riuscì però a convincere i passeggeri a scendere prima, informandoli falsamente che la contraerea aveva intercettato l'elicottero, minacciando di abbatterlo. La scusa era plausibile, avendo l'esercito rumeno chiuso lo spazio aereo sopra il Paese, e i Ceauşescu vennero fatti atterrare presso una fattoria. Dopo una rocambolesca fuga, Nicolae e Elena Ceauşescu furono bloccati da una pattuglia della polizia mentre stavano scappando in automobile. I poliziotti trattennero i coniugi Ceauşescu nella volante, attendendo notizie dalla radio circa l'esito degli scontri tra forze governative e ribelli. Quando ormai fu chiara la vittoria di questi ultimi, i poliziotti consegnarono il dittatore e la moglie all'esercito. Trasportati in una scuola elementare di Târgovişte, il 25 dicembre i due furono processati da un tribunale militare istituito ad hoc e condannati a morte per una serie di accuse, tra le quali il genocidio. La sentenza fu immediatamente eseguita nel cortile dell'edificio. Il processo e il finale dell'esecuzione furono diffusi il giorno stesso in televisione. Tags: Ceauşescu Romania rivoluzione 1989 Russia Est europa |
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Rivoluzione Rumena 1989 - Il processo a Ceauşescu 2/2 Nelle prime ore del 22 dicembre Ceauşescu pensò che i suoi tentativi disperati di sopprimere le proteste fossero riusciti. Tuttavia alle 7:00 sua moglie Elena ricevette la notizia che un gran numero di lavoratori di molte piattaforme industriali stavano avanzando verso il centro di Bucarest. Le barricate della Miliţia che dovevano bloccare l'accesso verso la Piazza dell'Università e la Piazza del Palazzo si dimostrarono inefficienti. Alle 9:30 la Piazza dell'Università era già colma di persone, ma, per motivi tutt'oggi sconosciuti, i militari inviati per soffocare la rivolta si unirono ai manifestanti. Alle 10:00, quando la radio stava annunciando l'introduzione della legge marziale e il divieto di circolazione dei gruppi di più di 5 persone, centinaia di migliaia di protestanti si radunarono di propria iniziativa nel centro di Bucarest. Ceauşescu, che aveva provato a rivolgersi alla folla dal balcone del Comitato Centrale, fu accolto da bordate di fischi e feroci disapprovazioni. Frattanto alcuni elicotteri lanciarono manifesti nei quali si chiedeva alla gente di non partecipare ai recenti tentativi di sommossa, andando a casa a festeggiare il Natale. La stessa mattina, tra le 9 e le 11, il ministro della difesa Vasile Milea morì in circostanze misteriose. Un comunicato fatto da Ceauşescu affermava che Milea era stato giudicato colpevole di tradimento e che si fosse suicidato dopo essere stato scoperto. A lungo, la teoria più popolare fu che Milea sarebbe stato assassinato per mano dello stesso Ceauşescu, in risposta al rifiuto di eseguire gli ordini del dittatore. Tuttavia, un'ulteriore indagine realizzata tramite la riesumazione del cadavere nel novembre 2005 accertò che Milea effettivamente si suicidò, sparandosi con la pistola di un proprio subordinato. Dopo il suicidio di Milea, Ceauşescu nominò nuovo ministro della Difesa il Generale Victor Stanculescu, che dopo una breve esitazione accettò. Stanculescu ordinò alle truppe di ritirarsi e dopo alcune ore, data la criticità della situazione, persuase Ceauşescu alla fuga in elicottero. Rifiutando di applicare gli ordini repressivi di Ceauşescu, Stanculescu aveva praticamente realizzato un colpo di stato militare. Ceauşescu e sua moglie Elena lasciarono la capitale insieme ad altri due collaboratori di fiducia, Emil Bobu e Tudor Postelnicu. La meta era la residenza di Ceauşescu a Snagov, da cui proseguire per Târgovişte. Il pilota, cui uno dei collaboratori teneva una pistola puntata alla testa, riuscì però a convincere i passeggeri a scendere prima, informandoli falsamente che la contraerea aveva intercettato l'elicottero, minacciando di abbatterlo. La scusa era plausibile, avendo l'esercito rumeno chiuso lo spazio aereo sopra il Paese, e i Ceauşescu vennero fatti atterrare presso una fattoria. Dopo una rocambolesca fuga, Nicolae e Elena Ceauşescu furono bloccati da una pattuglia della polizia mentre stavano scappando in automobile. I poliziotti trattennero i coniugi Ceauşescu nella volante, attendendo notizie dalla radio circa l'esito degli scontri tra forze governative e ribelli. Quando ormai fu chiara la vittoria di questi ultimi, i poliziotti consegnarono il dittatore e la moglie all'esercito. Trasportati in una scuola elementare di Târgovişte, il 25 dicembre i due furono processati da un tribunale militare istituito ad hoc e condannati a morte per una serie di accuse, tra le quali il genocidio. La sentenza fu immediatamente eseguita nel cortile dell'edificio. Il processo e il finale dell'esecuzione furono diffusi il giorno stesso in televisione. Tags: Ceauşescu Romania rivoluzione 1989 Russia Est europa |
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Serie B 2008 - 2009 7ª Giornata Cittadella vs Vicenza (Sportitalia) Serie B 2008 - 2009 7ª Giornata Cittadella vs Vicenza (Servizio Sportitalia) Tags: Lanerossi Vicenza Cittadella Calcio Serie 90°minuto |
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La Corrida di Corrado - Guida alla pernacchia La Corrida - Dilettanti allo sbaraglio è un programma radiofonico, e dal 1986 televisivo, inventato da Corrado Mantoni e dal fratello regista Riccardo Mantoni. È stato condotto da Corrado dal 1968 al 1997. Dal 2002 a oggi (2008) la conduzione del varietà è stata affidata a Gerry Scotti. Il curatore del programma è la vedova di Corrado la signora Marina Donato. Il programma è prodotto dalla società Corìma insieme con Mediaset. Da qualche anno gli autori del programma sono Fabrizio Ormanni e Salvatore De Pasquale. Il produttore del programma è Massimiliano Lancellotti. Al contrario di altri programmi radiofonici di successo, La corrida nella versione televisiva ha mantenuto inalterato il suo successo ricevendo sempre alti ascolti, in parte grazie alle esibizioni dei suoi concorrenti ma in parte grazie anche alle capacità ironica e autoronico del suo storico conduttore, Corrado, considerato nell'ambiente mediatico fra i "grandi" del palcoscenico televisivo italiano. Nelle varie edizioni della Corrida tra radio e tv sono usciti fuori personaggi come: Gigi Sabani, Neri Marcorè, Emanuela Aureli, ed i Manico Sport di Zelig. Corrado, agli esordi della sua lunga carriera negli anni quaranta, apprese , fra gli altri, da Cesare Zavattini e Alessandro Blasetti, lezioni che applicò visibilmente al programma, concepito con Riccardo Mantoni: si pensi all'incipit, interpretato da Corrado, del film Bellissima di Luchino Visconti, che riassume l'intero stesso film, e sembra, a un tempo, contenere proprio La Corrida. Tags: corrado corrida pernacchia dilettanti allo sbaraglio |
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Serie B 2008 - 2009 7ª Giornata Cittadella vs Vicenza (Rai) Serie B 2008 - 2009 7ª Giornata Cittadella vs Vicenza (Servizio Rai) Tags: Lanerossi Vicenza Cittadella Calcio Serie 90°minuto |
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Serie B 2008 - 2009 Vicenza vs Avellino (Sportitalia) Serie B 2008 - 2009 6ª Giornata Vicenza vs Avellino (Servizio Sportitalia) Tags: Lanerossi Vicenza Avellino Calcio Serie 90°minuto Sportitalia |
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Addio a Paul Newman 1/2 L'ultimo divo ci ha lasciato. Gli occhi blu piu' belli di Hollywood si sono chiusi per sempre. Paul Newman, scomparso all'eta' di 83 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro, ha lasciato dietro di se' un lungo elenco di successi e film storici che ancora oggi rimangono fissi nella memoria dei cinefili di tutto il mondo. Nonostante la fama ottenuta per le sue interpretazioni in moltissimi film e le numerose candidature all'Oscar, Newman ha vinto la statuetta come miglior attore solo nel 1986 per ''Il colore dei soldi'' (sequel dello 'Spaccone'). Il Premio, che l'attore non volle ritirare di persona, innesco' diverse polemiche proprio perche' l'unico conferito a Newman ormai 61enne. Seducente attore dagli occhi cerulei, fece innamorare generazioni di fan e divenne uno dei simboli degli anni '60. Nato il 26 gennaio del 1925 e cresciuto a Shaker Heights, nei pressi di Cleveland (Ohio), si arruolo' nella Naval Air Corp, l'aviazione della Marina, per diventare pilota. Purtroppo un problema alla vista gli impedi' di raggiungere questo sogno che presto dimentico' buttandosi nella carriera cinematografica. Sposo' nel 1949 Jackie Witte: dal matrimonio nacquero tre figli, ma l'unico maschio, Scott, mori' nel 1978 per overdose. Dopo aver frequentato per meno di un anno la scuola d'arte drammatica della Yale University, si iscrisse al famoso Actor's Studio di New York e debutto' nel 1953 in teatro a Broadway con Picnic, opera poco dopo resa famosa da un omonimo film. Il debutto cinematografico di Paul fu difficile: nel '54 il suo esordio infatti non raccolse grandi consensi e per la propria interpretazione nel ''Calice d'argento'' pesarono duramente sulla carriera del giovane Newman i commenti delle critiche come quello del New Yorker che scrisse di lui: ''Recita la sua parte con il fervore emotivo di un autista di autobus che annuncia le fermate locali''. Piu' apprezzata la sua interpretazione nel film ''Lassu' qualcuno mi ama'', nella parte del pugile Rocky Graziano, che lo catapulto' all'attenzione del grande pubblico. Il 29 gennaio del 1958, a Las Vegas, convolo' in seconde nozze con l'attrice Joanne Woodward, alla quale e' rimasto accanto fino alla morte e dalla quale ha avuto tre figlie. Paul recito' in piu' di un'occasione con la Woodward e la coppia era spesso al centro dei riflettori proprio per il loro legame cosi' forte e cosi' lontano dagli scandali hollywoodiani. Negli anni '60 divenne una star: fu protagonista di alcuni fra i piu' grandi successi della storia del cinema, dalla ''Gatta sul tetto che scotta'' allo ''Spaccone'', da ''Intrigo a Stoccolma'' alla ''Stangata'' diventando una vera e propria leggenda del cinema. Newman diresse la moglie come regista in diversi lavori come nella ''Prima volta di Jennifer'', nel film ''The Shadow Box'' e nello ''Zoo di vetro''. Ma Paul Newman e' ricordato anche per la sua grande passione per le corse automobilistiche: nel 1979 partecipo' infatti alla 24 ore di Le Mans, guidando una Porsche 935 insieme a Rolf Stommelen e Dick Barbourn classificandosi secondo. Successivamente corse per il Bob Sharp Racing Team, e vinse la 24 Ore di Daytona per la classe GT1, risultando il piu' anziano pilota di un team vincente per la competizione. Con Carl Haas nel 1983 costitui' la Newman-Haas-Lanigan Racing, per corse in formula Indy, mentre per le corse nel Champ Car Atlantic Championship ha fondato insieme a Eddie Wachs la Newman Wachs Racing. Le condizioni di salute dell'attore erano precipitate in questi ultimi giorni. Alla propria famiglia, Newman aveva espresso il desiderio di morire nella sua casa di New York accanto alla moglie e alle figlie. A nulla infatti e' servito l'ultimo ciclo di chemioterapia affrontato al Weill Cornell Medical Center di New York contro il tumore ai polmoni. Tags: morto paul newman stangata colore dei soldi inferno di cristallo |